A Carbonara di Nola, la solenne traslazione dei resti mortali di don Agnello Saviano

Oggi, sabato 22 marzo, presso il Santuario dei Santissimi Cosma e Damiano, la comunità si raccoglie per ricordare il compianto parroco nella Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Francesco Marino

Oggi, sabato 22 marzo, alle 16:00, il resti mortali di don Agnello Saviano saranno traslati al Santuario di Carbonara di Nola, intitolato ai Santi Cosma e Damiano. La comunità carbonarese si ritroverà, alle 16:30, presso il Cimitero cittadino per raccogliersi in preghiera prima di accompagnare l'urna del compianto parroco al verso la parrocchia che resse dal 1939 al 1970. Alle 17:30, il vescovo di Nola, Francesco Marino presiederà la Santa Messa in suffragio di don Saviano.

Al termine della Celebrazione eucaristica, tutta la comunità parteciperà ad un momento commemorativo dedicato al ministero svolto a Carbonare da don Agnello, con una fede forte e appassionata.

A Carbonara di Nola dal 1939 al 1970

Nato a Palma Campania il 5 agosto del 1907, don Saviano entrò nel Seminario di Nola all'età di tredici anni e a diciotto passò al Seminario Regionale di Posillipo. Ordinato sacerdote insieme a nove diaconi, il 26 maggio 1932, dal vescovo Egisto Melchiori, presso la Cattedrale di Nola, fu inviato come coadiutore dell'Abate presso la parrocchia di San Pietro in Scafati dal settembre 1932 al maggio 1934. Fu, poi, nominato parroco della comunità di Cutignano e poi vicario economo dell'Arcipretura di Cicciano. In seguito, divenne parroco della parrocchia di San Biagio di Nola, ricoprì diversi uffici nella Curia Vescovile ed insegnò religione presso l'Istituto Tecnico Statale di Nola. Infine, ottenne l'incarico di guidare la parrocchia di Carbonara di Nola e fu nominato parroco il 6 gennaio 1939 dal vescovo Camerlengo.

Morì il 25 marzo 1970. La gente lo ricorda ancora come persona pia e molto attiva. Si devono, infatti, a lui la redazione del "Bollettino dei Santi Medici", la ricostruzione di alcune parti del Santuario, l'edificazione della Canonica e il centro A.I.A.S, per la rieducazione dei giovani portatori di handicap. Fu grande amante della cultura e autore della preghiera per i Santi Medici.




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