Un piano pastorale online per tutte le età

La terza tappa del viaggio nella vita parrocchiale online è presso la comunità Maria SS della Stella di Nola


Quando il premier Conte ha annunciato che l’Italia sarebbe diventata zona rossa era una sabato sera di fine febbraio. E mentre nelle stazioni del nord si scatenava la caccia al treno verso sud, don Filippo Centrella, parroco della Stella, pensava già a come organizzare la messa del giorno dopo “a porte chiuse” in streaming per garantire ai suoi fedeli parrocchiani di assistervi. Un filo lungo, il modem, una connessione wi-fi, uno smartphone e la messa è stata celebrata in diretta sulla pagina Fb della Parrocchia. Certo, c’è stato qualche intoppo iniziale con l’audio, ma da quella domenica la qualità è migliorata, la partecipazione della comunità/community è aumentata e si sono moltiplicati anche gli appuntamenti pastorali e liturgici in streaming. 

"L’obiettivo - racconta Don Filippo su whatsapp - era appunto quello di mettere in condizione i fedeli di seguire, di agevolare la loro partecipazione”. Che abbia funzionato, non ci sono dubbi. Al punto che anche gli utenti più agée, che fino ad allora non avevano nemmeno un profilo su Fb, sono corsi a registrarsi sulla piattaforma di Mark Zuckenberg. Insomma, il virus può cambiare le vite, imporre delle restrizioni, ma può poco o nulla contro l’esigenza umana e cristiana di sentirsi comunità.. 

E gli effetti sono proprio nel calendario fitto degli impegni liturgici, formativi e pastorali di Don Filippo: ”Si comincia di mattina con la preghiera delle lodi in streaming sulla pagina parrocchiale, alle 18 c’è la messa feriale e alle 22 la preghiera liturgica delle ore. E per i bambini del catechismo, in presenza dei genitori, c’è la diretta del mercoledì su Fb”. Ma la tecnologia mette a disposizione di don Filippo altri strumenti per raggiungere i ragazzi della comunità parrocchiale della Stella. Per esempio skype per l’appuntamento fisso con i giovani dell’Azione Cattolica del martedì o per il corso matrimoniale del venerdì sera. 

Ma oltre alla sfera digitale, la Parrocchia della Stella ha dato il suo contributo mettendo a disposizione, su richiesta del sindaco di Nola, il suo salone come deposito per laboratorio-deposito per  generi alimentari e igiene intima che saranno distribuiti per le famiglie più bisognose. Ogni mattina i camion della protezione civile arrivano sul piazzale, i volontari scaricano il materiale e confezionano i pacchi. 

E le associazioni laiche? Come vivono questo momento?

Carmela Somma è la giovane presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale
e racconta le iniziative messe in campo in questo periodo in cui gli unici assembramenti consentiti sono quelli digitali. 
“All’inizio ci siamo chiesti  se fosse fattibile provare con le riunioni 2.0 su social e whatsapp. Alla fine abbiamo deciso di provarci. E cosi sono nati i primi gruppi in cui scambiarsi riflessioni, tematiche, spunti con messaggi audio e testo e aperti a tutte le età. Ci sono ragazzini, ragazzi e adulti e abbiamo notato che questa interazione sulle app di messaggistica hanno nei fatti frantumato la barriera anagrafica che a volte può esistere quando ci si incontra dal vivo. Anche gli incontri associativi con i vari gruppi dell’azione cattolica continuiamo a farli su whatsapp. E interagiamo con le dirette di don Filippo. Lo scopo è quello di stare insieme virtualmente. E farlo bene. Sulle piattaforme Instagram e Facebook abbiamo degli appuntamenti fissi ogni giorno con una rubrica che abbiamo simpaticamente definito Gli effetti della quarantena sugli educatori in cui pubblichiamo dei Tik Tok molto divertenti e poi ogni giorno un ragazzo del gruppo giovani pubblica una notizie positiva.La Settimana Santa è stato il momento in cui abbiamo sentito di più il distacco perché dal giovedì Santo fino alla veglia di Pasqua siamo sempre stati presenti tutti insieme alle celebrazioni in parrocchia. Il Giovedì Santo si rimaneva a vegliare tutta la notte per esempio: ma siamo comunque riusciti a vivere un momento di veglia tramite Facebook".

Anche gli scout devono confrontarsi con delle restrizioni che negano l’essenza stessa di questa associazione. Andrea Meo, degli scout della Stella, però non si è dato per vinto e con gli altri capi, dopo alcune riunioni su skype, ha trovato il modo per inventare nuovi giochi e prove da affrontare in remoto: “Anche la nostra associazione è caratterizzata da varie fasce d’età, per questo abbiamo messo in campo una serie di iniziative su whatsapp per creare un gioco che durerà fino alle fine delle restrizioni. Per i lupetti abbiamo stabilito alcune prove di cucina, da fare insieme ai genitori che ci stanno supportando, altre di abilità manuale come un oggetto da riciclare, musicale, come suonare con qualche strumento improvvisato che avevano in casa,  e uno più artistico, la natura vista dalla finestra di casa, rivolto alla sensibilità del lupetto per capire come stesse vivendo questo momento. Per i più grandi le prove sono diverse e in base all’età, mentre i ragazzi della fascia 16-20 continuano le loro riunioni su skype. Tutte le iniziative che abbiamo messo in piedi in poco tempo possono sempre essere perfezionate, perché non c’è uno storico e non avevamo mai, di conseguenza, vissuto una situazione del genere”.





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