Come Maria testimoniamo la vicinanza di Dio

L'omelia del vescovo Marino per la Solennità di Maria SS Madre di Dio

Si è da poco concluso in Cattedrale il Pontificale per la Solennità di Maria SS Madre di Dio.

"Oggi - ha detto il vescovo Francesco durante l'omelia - è l'ottavo giorno dopo il Natale e il suo riflesso spirituale, teologico e pastorale nella liturgia riguarda Maria. Il Vangelo evoca l'episodio della circoncisione di Gesù, a significare la sua totale appartenenza al popolo alleanza: nasce da donna, da Maria, sotto la legge e nella storia del popolo di Israele, secondo le promesse che Dio aveva alimentato nella sua parola, nei profeti e nella fede di umili testimoni di Israele, fino a Maria, umile e povera di Israele che racchiude in sé la speranza di un popolo. Maria è colei che concepisce nella fede il Signore e lo partorisce per il popolo di Israele e per l'umanità intera. Lei è la madre di Dio: lo diede alla luce, lo avvolse in fasce nella mangiatoia a Betlemme (che in ebraico significa casa del pane), nella mangiatoia, luogo dove dove si pone il cibo, a significare che il Figlio è il vero cibo dell'umanità: lui spalanca le porte del regno di Dio. Un bambino avvolto in fasce, in una mangiatoia e sua madre: questi i segni che l'angelo diede ai pastori: il mistero del Salvatore compiuto in Gesù trova il suo riverbero in Maria che per il popolo lo dà alla luce. Il nuovo popolo che, in continuità con Israele, è chiamato ad essere segno nel mondo della presenza salvifica del Verbo, in una Chiesa che è madre. La festa della Santa Madre di Dio evoca per ciascuno di noi la responsabilità di accogliere e di donare, con maternità, il Salvatore al mondo di oggi. Maria è madre della Chiesa perché è madre di Dio, perché la Chiesa evoca il grembo materno di Maria e continua la missione di donare Cristo al mondo. L'anno nuovo nasce così, alla luce di questo Mistero: l'augurio che ci scambiamo è quindi quello di vivere il tempo non come un una successione di avvenimenti mondani ma come un avvicinarsi al regno di Dio. Ci auguriamo di vivere così, sotto il segno della Madre di Dio, questo anno, il tempo. Il mondo ha bisogno di Dio, Maria ci fa capire nella sua divina maternità di quanto Dio ci sia vicino".

Oggi ricorre anche la cinquantaduesima Giornata mondiale della Pace. Per questo, al termine della celebrazione, una rappresentanza dei bambini dell'Acr diocesana ha consegnato una lampada, segno del loro impegno a crescere nella fede, quali costruttori e custodi della Pace.  


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